Castelli di Carta: Sottovoce – testo 2

“Sei pronto, Nino?” sbrigati, se no perdi il bus.”

La mamma stava finendo di imburrare le fette di pane per il pranzo di Nino.

Quel giorno era una grande giornata per la quinta elementare, si partiva per la prima volta in colonia. Gli allievi erano tutti eccitati e pronti per quest’avventura.

Il suo grande amico Marco aspettava sotto casa con valigia e zaino.
“Dai Nino, sbrigati!” gridava lui.
“Arrivo, devo prendere l’ultima cosa!”

Era il suo pupazzo di pezza che aveva fatto la sua mamma, quando era piccolo, per dargli sostegno quando aveva paura.

Nascose il suo tesoro in mezzo alle mutande, poi scese saltellando giù per le scale, salutò la mamma e si avviarono sul piazzale dove aspettava il bus.

Arrivati in capanna, corsero per cercare la loro camera. Disfecero le valigie ed si prepararono per il discorso della maestra: niente urla, non correre nel corridoio, niente salti sui letti e cosi via…

Passarono il pomeriggio giocando nel prato.
“Non ti mancano i genitori?” chiese Nino a Marco.
Erano seduti sotto un albero a riposare.
“No, no assolutamente”.
Marco era conosciuto come un ragazzo forte e coraggioso, invece Nino era più timido e cauto.
“Sai, stare da soli durante la giornata va bene, però la notte mi mancherà la mia mamma”
“‘Ma va…”. rispose Marco,
“sarà divertente.”

Dopo l’ottima cena giocarono a carte e a Monopoli. Alle nove l’insegnante si alzò e invitò tutti gli allievi ad andare a letto.

I due amici dormivano uno accanto all’altro.
“Dormi già?” chiese Marco.
“Eh non ancora, devo sistemare il cuscino” rispose Nino;

prese in mano il suo pupazzetto e lo strinse forte al petto. In quel momento Marco si mise sui gomiti, spiando cosa faceva Nino.

Quando vide l’ amico con il suo pupazzetto, rise e chiese il perché. Lui si vergognava un po’, ma tirò fuori tutto il suo coraggio e disse
“Sai, cosi non mi sento solo, sento il profumo della mia mamma e sono tranquillo”.

Marco lo fissava con occhi spalancati e si mise sotto la coperta. Tutto d’un tratto scosse i suo amico e gli disse.

“Vieni sotto la mia coperta, ti devo far vedere qualcosa”.

Nino rimase perplesso, il suo amico stringeva un orsacchiotto al petto e disse
“Ti devo confessare qualcosa, ma SOTTO VOCE così che non lo senta nessuno. Anche a me mancano i genitori, per questo ho nascosto l’orsacchiotto nella valigia. Sai, tutti mi vedono forte e coraggioso, ma non sempre lo sono”.

I due amici si guardarono sotto la luce della luna e si giurarono di non raccontare a nessuno il loro segreto.

Tornati a casa, i loro genitori rimasero stupiti del loro comportamento.

Ogni volta che dovevano superare una prova, i due amici si strizzavano l’occhio e dicevano: SOTTO VOCE, SOTTO VOCE… pensavano al loro segreto e cacciavano via tutte le loro paure e incertezze!!!

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